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- Tesoro goloso del Sannio di Vincenzo D'Tartufo bianco di Ceppaloni Antonio
Fonte: www.ital
iaatavola.net


Anche la città di Ceppaloni, in provincia di Benevento, nel Sannio, è entrata a far parte dell’Associazione nazionale Città del Tartufo, che adesso consta di 51 membri. Il tartufo bianco di Ceppaloni esce dall’anonimato e si avvia a divenire l’elemento caratterizzante di questo lembo del Sannio


latini lo denominavano Tuber. E Plinio il Vecchio così lo definì: “il tartufo sta fra quelle cose che nascono ma non si possono seminare”. Plutarco azzardò l'ipotesi che il tartufo nasceva dall'azione combinata dell'acqua, del calore e dei fulmini. Simili teorie erano condivise oppure  contestate da Plinio, Marziale, Giovenale e Galeno ed alimentavano discussioni e polemiche tra i sostenitori delle varie correnti di pensiero.

Il primo trattato unicamente dedicato al tartufo, “Opusculum de tuberibus”  risalente al 1564, fu scritto dal medico umbro Alfonso Ciccarelli.

I tartufi sono funghi ipogei in quanto svolgono tutto il proprio ciclo vitale sottoterra. Botanicamente parlando fanno parte del genere Tuber ma non hanno nulla a che fare con patate e simili; sono invece parenti stretti di porcini e prataioli, pur avendo aspetto globoso e struttura interna assai diversa.

Da Apicio a Giovenale, dal Della Porta al Cavalcanti, la storia della gastronomia è ricca di citazioni e ricette a base del prezioso fungo. La prima traccia scritta di preparazioni al tartufo è di Apicio, che consigliava di conservarli sigillati in vaso in luogo fresco, tagliati a fette sottili, disposti a strati alterni con segatura secca. Apicio suggeriva di bollirli in pentola con salsa di vino, olio e miele, oppure di bollirli e accompagnarli con una salsa a base di pepe, coriandolo, ruta, miele e olio.


Nella percezione dei gourmet che amano il tartufo, le zone d’elezione sono il Piemonte con la sua capitale del tartufo Alba, le Marche con Acqualagna, la Toscana con San Miniato e l’Umbria con Norcia.

Se ciò è vero, e certamente è vero, altrettanto vero è che ottimi tartufi, ben abbondanti si trovano anche in due centri di elezione della Campania: Bagnoli Irpino e Ceppaloni.

Bagnoli Irpino è stata fino alla scorsa estate l’unica città del tartufo della Campania. Dallo scorso mese di ottobre anche Ceppaloni (Bn), nel Sannio, fa parte dell’Associazione nazionale Città del Tartufo, che adesso consta di 51 membri, ha sede a Valtopina, in Umbria ed è presieduta da Giancarlo Picchiarelli e diretta da Antonella Brancadoro.


Ceppaloni, poco più di 3mila abitanti, è posta sulla sommità di un colle nell’ubertosa valle del Sabato, circondata da quercete e pinete. Densità a livello scandinavo.

Ragguardevole il suo castello, che ospitò papi, re ed imperatori, Ceppaloni fu zona di confine prima fra papato ed impero e poi fra angioini ed aragonesi.
Il castello, ci dice il sindaco di Ceppaloni, dottor Claudio Cataudo (42 anni, medico) è in via di restauro e sarà riaperto a cittadinanza e visitatori già dalla prossima estate.

Qui il tartufo bianco si trova in abbondanza soprattutto in autunno. “Ma mai” ci dice il sindaco “sino ad ora, questo dono della natura era stato inteso come risorsa del territorio e come volano di un’economia che fiorente non è”.

Il tartufo bianco di Ceppaloni esce dall’anonimato, cessa di essere considerata una commodity che prende vie lontane (e magari durante viaggi notturni assume provenienze di maggior blasone) e si avvia a divenire l’elemento connotante questo lembo del Sannio.

“Lembo di Sannio” prosegue il sindaco “che qui confina con l’Irpinia e difatti anche qui abbiamo vigneti di Greco ed i nostri vini, insieme con il nostro olio, le nostre castagne ed i nostri prelibati funghi pioppini, costituiscono il cesto delle nostre eccellenze agroalimentari su cui a mo’ di diamante, ovviamente troneggia il tartufo bianco”.

La valorizzazione del tartufo bianco è appena cominciata e già si pensa di porre in calendario per il prossimo autunno una Mostra specializzata. “E ad ogni modo” aggiunge il sindaco “è nostra tradizione allestire in queste splendide viuzze del nostro centro storico, nel mese di Dicembre, i mercatini di Natale”.


Ma Sindaco e Giunta sanno ben guardare avanti e “stiamo pensando ad una sorta di borsa telematica e quindi di asta via internet mediante la quale aggiudicare il tartufo bianco all’offerente ovunque egli si trovi” aggiunge il sindaco che così prosegue “la valorizzazione del nostro tartufo bianco dovrà comportare anche un nuovo scenario per i nostri giovani che impareranno ad individuare nella nostra vocazione tartufigena finalmente una fonte di reddito e non una mera attività occasionale”.

Ricordiamo che l’attuale quotazione del tartufo bianco di Ceppaloni è all’incirca di 1.500 € al kg.

Il tartufo oltre che valorizzato, va anche tutelato (anzi, dapprima tutelato e poi valorizzato) ed in ciò funziona la collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e la locale postazione del Corpo Forestale dello Stato.

Il tartufo bianco di Ceppaloni è di spiccata pregevolezza organolettica e di alcune sue peculiari applicazioni nella cucina locale ben presto vorremo raccontare.

 http://www.ceppaloni.net/index.php?option=com_content&view=article&id=1193:tartufo-bianco-di-ceppaloni-tesoro-goloso-del-sannio&catid=29:in-primo-piano&Itemid=6







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