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SAN LEUCIO DEL SANNIO

MONUMENTI:

Palazzo Zamparelli
Cenni Storici

La famiglia Zamparelli, proveniente dalla Spagna si insediò nelle nostre zone tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Nel 1732 Achille Bartolomeo Zamparelli. Giurista ed insigne notaio, divenne consigliere e amico dello spagnolo Carlo di Borbone, Duca di Parma e Piacenza. Nel 738 il duca divenne Re di Napoli e delle due Sicilie, con il nome di Carlo III, in tale circostanza portò al suo seguito anche il consigliere Achille Bartolomeo; Zamparelli  Napoli Acquistò l’intera proprietà del Barone Jacuzio, con il titolo e il palazzo ubicato in bia Sedil Captano, oltre a terreni nei comuni di Afragola e di Casalnuovo.

Nel 1740 acquistò alcuni terreni al Casale dei Verdini, in San Leucio del Sannio, e nel 1761 fece costruire più a monte il grande e prestigioso palazzo (tale data è desunta dalla lapide apposta sull’arcata centrale di accesso al palazzo in cui risulta la scritta “ BZ AD 1761”) che ospitò diverse , Autorità civili e religiose dell’epoca: il Quisisana di Benevento, Stefano Borgia, Cardinale ed erudito, Governatore di Benevento e poi di Roma, che proprio in S. Leucio scisse buona parte delle “Memorie Istoriche della Pontificia città di Benevento”; Luis De Beer, Governatore del Principato di Benevento per conto del principe francese Talleyrand (1806); Gioacchino Pecci, delegato apostolico di Benevento dal 1833 al 1840, eletto Papa con il nome di leone XIII. Dopo qualche mese dal suo arrivo a Benevento, il nuovo vescovo si ammalò gravemente e a San Leucio venne a trascorrere la sua convalescenza, Domenico Carafa, ultimo Arcivescovo di Benevento, quando la città era dominio pontificio. Nella rivoluzione del 1848, l’alto Prelato trovò asilo in S.Leucio, presso la famiglia Zamparelli.

San Leucio per circa 800 anni (dal 1077 al 1860) ha fatto parte del territorio dello Stato Pontificio, un’isola papalina nel Regno delle Due Sicilie. Tra i vialetti del Giardino si trova la statua del “CORE CONTENTO” che tanta simpatia e curiosità ha suscitato nei suoi estimatori. L’opera fu donata da  Luis De Beer, Governatore del Principato di Benevento per conto del principe francese Talleyrand dal 1806, al figlio di Michelangelo Zamparelli, Antonio, dopo aver saputo che ne era rimasto colpito vedendolo nel suo giardino della sua dimora francese.

L’'edificio è costituito da un piano seminterrato e tre piani fuori terra. Staticamente il fabbricato si costituisce di fondamenta in pietrame e malta incoerente, in alzato le strutture sono realizzate con un sistema costruttivo di tipo tradizionale, in muratura mista di pietrame e tufo, i solai sono in legno o a volte alleggerite, le coperture sono rivestite di coppi. Dal punto di vista architettonico, l’edificio si compone di  due ali unite da un blocco centrale con funzioni di atrio. Le superfici interne sono realizzate con intonaco tradizionale, in alcuni casi sull’intradosso delle volte di copertura, sono presenti decorazioni e dipinti murali. I pavimenti sono costituiti da conci in pietra naturale ed in cotto. Nel suo complesso il palazzo si presenta di forma irregolare sia in pianta che in prospetto. Una sostanziale asimmetria è presente anche altimetricamente, ed è facilmente riscontrabile focalizzando lo sguardo sul prospetto principale. Sui prospetti si riscontrano più ordini di aperture, ai piani bassi sono presenti diversi portali in pietra (alcuni archi voltati, altri architravati) di grande pregio.

Chiesa di San Leucio Vescovo


BENEVENTO (a 7 kM dalla struttura)

MONUMENTI:

Chiesa di S. Sofia


La chiesa fu portata a termine da Arechi II Duca di Benevento ed inaugurata nel 762 d.C. E' una delle più singolari costruzioni dell'epoca medioevale a causa della sua pianta metà circolare e metà stellare, presenta due corridoi concentrici creati da pilastri e colonne che formano un esagono centrale e un decagono esterno e che reggono l'intera volta creando suggestivi giochi di luce e di ombre.
A giugno 2011 la Chiesa di S. Sofia, con l'attiguo Chiostro, ha ottenuto il riconoscimento quale patrimonio dell'UNESCO nell'ambito del sito seriale "I Longobardi in Italia - I luoghi del potere (568-774 d.C.)", che comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano.
La Chiesa di S. Sofia è accessibile ai disabili.


  • Sito: www.santasofiabenevento.it
  • Orario ingresso: Mattina: dalle 8.00 alle 12.00 - Pomeriggio: dalle 16.00 alle 19.00 (Invernale) - dalle 16.30 alle 20.00 (orario estivo). Durante le funzioni religiose non è ammessa la visita ai gruppi. Si prevede una maggiore flessibilità nelle giornate domenicali/festive e per i gruppi turistici, che potranno prenotare visite al sito longobardo contattando l'Ufficio Beni Culturali della Curia (tel. 0824.323311) o la Parrocchia
  • Indirizzo: Piazza S. Sofia
  • Email: info@santasofiabenevento.it
  • Biglietto: Ingresso gratuito
  • Telefono: 0824.21206

Arco TraianoEretto nel 114 d.C. in onore dell'Imperatore che aveva fatto costruire la Via Traiana, l'Arco, decorato di splendidi rilievi, interamente conservato, e' uno dei piu' importanti archi di trionfo dell'eta' romana.

  • Indirizzo: Via Traiano





Teatro Romano


E' tra i teatri antichi conservati uno dei più grandi e più belli, riportato alla luce intorno al 1920.
 La sua costruzione risale all'epoca di Adriano tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C.; fu poi restaurato da Caracalla.
Ha un diametro di 90 metri e conserva il primo e parte del secondo dei tre ordini di venticinque arcate che lo componevano; è formato da una cavea, a pianta semicircolare dal raggio di circa 40 metri, che poteva ospitare oltre diecimila spettatori, una orchestra dal raggio di circa 10 metri ed un’ampia scena.

Probabilmente la cavea era rivestita di marmo bianco, lastre marmoree e stucchi, ancora parzialmente conservati. Essa era caratterizzata da tre ordini architettonici: tuscanico, ionico e corinzio e terminava nella parte superiore con una galleria, in cui si aprivano nicchie.
La scena si presentava con tre aperture, una centrale e due laterali. Le maschere che decoravano gli ordini superiori delle arcate della cavea sono state reimpiegate in edifici del centro storico, dove sono ancora visibili.
E' parzialmente accessibile ai disabili.

  • Telefono: 0824.47213 - 0824.310945
  • Orario ingresso: Dalle 9.00 ad un’ora prima del tramonto
  • Biglietto: Biglietto ordinario € 2,00 - Biglietto ridotto € 1,00: da 18 a 25 anni; insegnanti. Gratuito: fino a 18 anni; studenti universitari, non fuori corso, iscritti a: Archeologia; Architettura; Conservazione beni culturali; Lettere e Filosofia; Materie letterarie con indirizzo archeologico ed artistico.
  • Indirizzo: Piazza Caio Ponzio Telesino
  • Fax: 0824.310945

Ponte Leproso


Per questo ponte romano la Via Appia entrava in Benevento. Sotto le quattro arcate (un tempo cinque) scorre il fiume Sabato, che ricorda antiche leggende di streghe in folli sarabande sulle sue rive, sotto un vecchio noce.

  • Indirizzo: Loc. S. Clementina

Rocca dei Rettori


Costruita sotto Papa Giovanni XXII nel 1321, sul modello delle grandi costruzioni militari di Avignone e di Carcassone (Francia), sorge sul posto di una smantellata fortezza longobarda, eretta a sua volta sull'arce romana che dominava la via che da Benevento conduce ad Avellino. Sede dei Rettori Pontifici, consta di tre piani con due torri di vedetta. Recentemente restaurata, è sede della Provincia di Benevento. Al suo interno è allestita la Mostra permanente "Uomini eccellenti. Tracce del Risorgimento beneventano".

MUSEI

Pietraroja, la laguna dei dinosauri


Mostra paleontologica permanente relativa ai ritrovamenti dell’area sannita e dedicata in particolare al giacimento di Pietraroja, dove è stato rinvenuto nel 1980 il fossile di dinosauro Scipionyx Samniticus, soprannominato “Ciro”, testimonianza rarissima della vita di circa 110 milioni di anni fa sul pianeta.
Una sala è dedicata all’esposizione di fossili tra cui pesci, gamberetti, conchiglie e stelle marine; in una saletta a sé è esposto lo Scypionix Samniticus, la cui storia è narrata da un video esplicativo. Intorno a lui è ricostruito l’ambiente lacustre nel quale visse.
Il piccolo rettile fossile è unico nel suo genere, il suo ottimo stato di conservazione è stato studio di numerosi scienziati, che sono riusciti ad identificare addirittura il suo ultimo pranzo prima della fossilizzazione: sono visibili anche resti del guscio dell’uovo che lo ospitò; inoltre, ad occhio nudo, si vedono i suoi organi interni, i denti e le unghie.
L’allestimento della sezione paleontologica è il primo passo verso la creazione di un polo museale che ospiterà diverse sezioni tematiche.

 

 PIETRALCINA ( 18KM dalla struttura)

Paese natio di San Pio

Luoghi di Interesse:

Casa natale di Padre Pio ( ora San Pio)

La casa natale del Santo di Pietrelcina si trova al numero civico 27 di vico Storto Valle e non è costituita da un'unica unità abitativa ma, invece, da più vani che si affacciano sulla stessa strada.

In questa casa nacque Francesco Forgione.

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